creationevidence


g) La stratigrafia
Quando si viaggia nelle montagne dell'Europa, ad esempio nelle Prealpi o nel Giura, si è colpiti dalla
vastità dei corrugamenti che intaccano il materiale sedimentario. Gli strati che si erano deposti
orizzontalmente risultano corrugati, deformati.
Questi corrugamenti testimoniano delle grandi pressioni tettoniche (tettonica: corrente della geologia
che si occupa della disposizione delle rocce che formano la crosta terrestre) che si sono esercitate sui
sedimenti e della plasticità di questi sedimenti.
Ma, in quelle regioni che non hanno conosciuto gli sconvolgimenti di cui si parlava prima, quello che
maggiormente colpisce è la continuità dei depositi orizzontali, che si estendono per migliaia di
chilometri quadrati. Il più significativo esempio di tutto ciò è il Gran Canyon del Colorado. Il taglio
verticale operato dal fiume Colorado in questa immensa "torta" stratificata consente di vedere
l'alternanza dei depositi sedi-
mentati. Lo studio di questa
alternanza si chiama appunto
"stratigrafia" e costituisce la
base di tutte le ricerche in
geologia.
Ma torniamo al Gran Canyon: si
tratta di una "torta" di strati
rocciosi alta da 1.500 a 2.000
mt., a secondo dei luoghi. I
colori e le strutture nettamente
differenziati a secondo degli
strati permettono di distinguere
con un solo colpo d'occhio i
depositi successivi.
Il principio della sovrapposizione > È evidente che, se non si sono verificati sconvolgimenti di sorta,
gli strati più vicini alla superficie sono stati deposti dopo gli altri. Gli strati più giovani riposano sugli
strati più vecchi. Tale è il principio, indiscutibile, della stratigrafia: il principio della sovrapposizione.
Però è necessario fare subito un'osservazione: la stratigrafia non ci insegna nulla...
- né della durata dei depositi;
- né dell'intervallo di tempo che separa due depositi consecutivi.
Quindi, è chiaro che uno strato situato sopra un altro gli è posteriore... ma di quanto?
La scala stratigrafica comparativa > La geologia ha bisogno, per classificare le rocce in un ordine
cronologico valido, di una scala stratigrafica unica e completa che includa le varie rocce che si trovano
in tutti i luoghi della Terra.
Ora, una serie completa di strati, che includa tutte le "epoche" geologiche non si trova mai realizzata
in natura, né nel Gran Canyon, né altrove. Fra due strati, c'è quello che si chiama "lacuna o lacune".
Per esempio, nel caso del Colorado, fra il Cambriano e il Devoniano, c'è una lacuna che altera le
epoche dell'Ordoviciano e del Siluriano.
Le lacune della stratigrafia > Le "lacune" che ne derivano sono così spiegate dai geologi:
a) Movimenti del suolo con spinte verticali che provocano l'emersione dall'acqua della regione.
b) Conseguente arresto della sedimentazione marina.
c) Sua sostituzione con l'erosione che avrebbe fatto sparire la totalità degli strati corrispondenti
alle "lacune".
Ma questa spiegazione non è per niente soddisfacente perché non permette di spiegare l'orizzontalità
abituale degli strati sovrapposti e l'assenza pressoché generale di ogni traccia di erosione fra due
strati. Ora, numerosi studi recenti hanno dimostrato che queste lacune - che d'altra parte sono molto
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più numerose di quanto si crede e non possono essere considerate rare eccezioni - hanno un'origine
del tutto diversa.
Senza fare intervenire l'erosione e continui movimenti verticali, che avrebbero conservato
l'orizzontalità degli strati, si pensa ora che queste lacune potrebbero essere state provocate da
semplici modifiche climatiche o da spostamenti di correnti marine.
Così, mettendo a confronto fra loro le varie serie di sedimenti deposti qui o là, si è elaborata una scala
stratigrafica, secondo lo schema seguente:
trias
permiano
devoniano
cambriano
A +
cretaceo
giurassico
siluriano
ordoviciano
cambriano
B +
permiano
carbonifero
devoniano
siluriano
cambriano
C
=
cretaceo
B
giurass. B
trias
A
permiano
A-C
carbonif.
C
devoniano
A-C
siluriano
B-C
ordovic. B
cambriano
A-B-C
Scala Stratigrafica
Ma, anche qui la nozione di "durata" non interviene. In pratica, il principio dell'uniformismo secondo cui
caratteri morfologici identici corrispondono a identiche età di deposito non può essere assolutamente
provato!
Infatti è possibilissimo che:
1. In luoghi diversi due strati con caratteri morfologici identici si depositino in epoche differenti.
2. Inversamente, è plausibile pensare che in due luoghi relativamente lontani due depositi
differenti abbiano avuto luogo nello stesso tempo.
Alcune recenti scoperte confermano questo
modo di vedere! Questa critica si trova
rafforzata dal fatto che, contraddicendo il
principio della continuità già enunciato prima
(due rocce con uguali caratteri sono
contemporanee), in numerosi casi gli studiosi
non hanno esitato a classificare in epoche
differenti degli strati geologici identici!
Ancora meglio, accade che uno stesso strato
geologico che continua identicamente a se stesso in una sola regione, non
sia datato della stessa epoca! Questo è il caso, per esempio, dei calcari
urgoniani delle Alpi, del Barremiano, dell'Altipiano in Savoia, nei Pirenei e nel
Portogallo. Si ammettono dunque delle varianti che dipendono dai fossili contenuti in quello strato
roccioso.
È qui che s'instaura un circolo vizioso che ha ben poco di scientifico: l'interdipendenza di due diverse
scienze, la geologia e la paleontologia (studio dei fossili).
Questo significa che gli strati geologici sono classificati gli uni rispetto agli altri tenendo
essenzialmente conto dei fossili che essi contengono, quindi:
1. La stratigrafia poggia sui fossili per datare i
suoi strati;
2. La paleontologia poggia, a sua volta, sulla
presunta età degli strati geologici per stabilire
il suo albero genealogico delle specie.
Si comprende come tutto ciò costituisca una
debolezza di metodo che vale la pena di sottolineare.
h) Paleontologia e stratigrafia
Abbiamo visto al punto g. (La stratigrafia) che, per gli
evoluzionisti, la presenza di fossili identici in due strati
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geologici diversi porta alla conclusione che questi strati sono contemporanei. C'è qui una vera e
propria petizione di principio: ovvero si dà per scontato ciò che si deve dimostrare... È questo il cuore
del problema: in effetti, se la teoria dell'evoluzione non è accettata come un fatto, la stratigrafia deve
essere interpretata in tutt'altro modo. È solo nel quadro già accettato dell'evoluzione che si può trarre
la conclusione: identità di fossili = identità di epoca dei depositi.
Che cosa ci assicura che la posizione dei fossili negli strati sia da imputarsi soltanto al tempo? Chi ci
dice che due fossili identici, trovati in due posti diversi, fossero per forza contemporanei? Chi ci dice
che l'ambiente ecologico e l'origine geografica non abbiano un posto almeno altrettanto importante in
questi casi? Facciamo tre esempi per chiarire meglio:
1. Supponiamo che un esploratore faccia delle ricerche al Polo Nord e
che vi trovi dei resti di orso polare. Niente di più normale: l'animale è al
suo posto, nel suo ambiente ecologico. Supponiamo adesso che egli
ritrovi i resti dell'orso polare in Africa. Quale sarà la sua conclusione?
Diverse possibilità logiche si presenteranno alla sua mente:
a. L'orso polare è stato trasportato in Africa, oppure...
b. Il clima africano in epoche precedenti era polare.
In nessun caso concluderà che l'orso polare discende da antenati africani. Il tempo, in questo caso, è
stato considerato come un fattore secondario rispetto agli altri due: ambiente ecologico e zona
geografica.
2. Se, in due località noi troviamo dei resti di lepre delle nevi, specie montanara che vive ad una certa
altitudine, la conclusione sarà: le due località hanno dovuto avere (qualunque sia stata l'epoca del
deposito dei resti) la stessa altitudine o delle altitudini vicine tra loro.
3. Se, infine, troviamo dei resti di pesci di mare ne concluderemo che il mare ricopriva i due luoghi,
anche se in epoche diverse.
Dai tre esempi che precedono,
ne deriva che l'identità dei resti
non comporta necessariamente
la contemporaneità dei depositi.
Al contrario, la similitudine dei
fossili in due strati geologici ci
dovrebbe far pensare all'origine
identica di questi fossili; in altri
termini a uno stesso ambiente
ecologico. È bene sottolinearlo
con il massimo rigore: sono i
fossili che hanno la stessa origine e non le rocce che li contengono!
Se il tempo non è il principale responsabile dei fatti, allora tutte le basi della teoria trasformista vanno
spazzate via.
Infatti, i fossili non sarebbero, come lo si dice da sempre, testimoni di stadi successivi della fauna e
della flora del mondo nel corso di milioni di anni della sua evoluzione, ma piuttosto testimoni
contemporanei gli uni degli altri, provenienti da diverse zone ecologiche o geografiche di un solo
mondo sostanzialmente uguale:
I fossili ci darebbero così non un film della vita che si è svolta durante millenni, ma un'istantanea del
mondo antidiluviano, con le sue diversità di specie, di zone geografiche ed ecologiche.
I fossili confermerebbero in questo modo il racconto biblico del diluvio, come anche lo farebbero i
giacimenti di carbone e di petrolio.
In questo modo, si otterrebbe forse la soluzione di alcuni enigmi tra i più irritanti della paleontologia,
come per esempio:
La ricomparsa del Celecanto
Il Celecanto fa parte di una delle numerose specie che gli evoluzionisti credevano estinte da centinaia
di milioni di anni. Infatti, si ritrovano in gran numero negli strati del Cretaceo, ma non figurano più in
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alcuno degli strati successivi. Una "assenza" di quasi 100 milioni di anni! Non occorreva altro per fare
di questo pesce una tappa dell'evoluzione, una specie strana che aveva dato origine ad altre famiglie
di pesci più "evolute" prima di sparire per sempre. Però, nel 1938, poi nel 1952, e più recentemente
ancora, diversi esemplari tuttora viventi di Celecanto sono stati ripescati al largo delle coste africane e
malgasce. Ecco dunque nello stesso tempo colmato un fosso di quasi 100 milioni di anni. La
conclusione che questa scoperta ci obbliga a trarre è tripla:
1. Si ignorano ancora molte cose nel campo del
mondo animale, particolarmente per ciò che concerne
gli animali marini di grande profondità. Affermare che
una specie era una transizione nel corso
dell'evoluzione perché questa specie, frequente in
uno strato geologico, è sparita in seguito, è aleatorio.
2. I Celecanti del Cretaceo e i Celecanti vivi della
nostra epoca rappresentano, tutti lo ammettono, una
sola ed unica specie, che non ha cessato di esistere
dal Cretaceo ai nostri giorni. Il fatto che non si siano
mai fossilizzati in... 100 milioni di anni è per lo meno
strano! Sarebbe forse più giusto accorciare sensibilmente gli spazi del tempo?
Comunque la loro assenza negli strati posteriori al Cretaceo, cioè in tutti gli strati terziari e quaternari,
non è stata un impedimento per la loro esistenza! Da allora, non si capisce perché, l'assenza di fossili
di altri esseri viventi (uomini per esempio) in questi stessi strati sarebbe un segno della loro non
esistenza! In altri termini, la storia dei Celecanti dimostra che l'assenza di un fossile rappresentativo di
una specie, negli strati geologici, non può assolutamente essere considerata la prova che questa
specie non esistesse ancora nell'epoca in cui certi strati si sono formati.
3. La fossilizzazione massiccia dei Celecanti nei terreni cretacei e la loro ricomparsa negli oceani
attuali, sarebbero molto più facilmente spiegabili nel quadro di una geologia catastrofista che in quello
della geologia evoluzionista tradizionale. Come fare, secondo quest' ultima teoria, a giustificare la loro
scomparsa durante così tanti milioni di anni? Come hanno potuto sopravvivere 100 milioni di anni
senza essere mai fossilizzati? Perché l'evoluzione non li ha toccati? Tutti questi problemi sarebbero
risolti se, accettando l'idea del diluvio universale, si supponesse che i Celecanti sono stati sedimentati
in massa nel loro ambiente naturale di vita (le acque di media e grande profondità) nel momento in cui
i sedimenti hanno raggiunto questi luoghi (quelli che chiamiamo i terreni cretacei). Alcuni esemplari
sarebbero sopravvissuti alla catastrofe, e sarebbero gli antenati dei nostri Celecanti attuali.
La scomparsa dei Dinosauri
Questi enormi rettili, per la maggior parte
erbivori, sono molto frequenti in forma
fossile negli strati secondari. Spariscono
poi bruscamente al Cretaceo. Come spie-
gare l'improvvisa e rapida scomparsa di
queste enormi bestie? Innumerevoli ipote-
si, tutte poco esaurienti, sono state fatte:
apparizione di roditori che divorano le uova
(ma sono stati ritrovati veri e propri "giaci-
menti" di uova di dinosauro intatte, negli
Stati Uniti e nella regione della Provenza,
in Francia), brutale cambiamento del clima
(perché sarebbero stati i soli a morire?),
scomparsa del loro nutrimento, radiazioni
cosmiche, ecc. Tutti i paleontologi sono d'accordo nell'affermare che però l'enigma rimane.
Forse si potrebbe risolvere se, prendendo in considerazione il racconto biblico, si accettasse l'idea
che, non essendo nell'arca che Noè costruì per ordine di Dio, essi siano spariti tutti quanti. Quando
sappiamo che molti di essi pesavano lo scherzo di circa 50 tonnellate, a volte anche di più, vediamo
come la loro assenza nell'arca... abbia facilitato le cose! Fu la loro estinzione totale. Vivendo nelle
zone paludose delle coste antidiluviane o poco più in alto, questi enormi animali, capaci di nuotare
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occasionalmente, sono definitivamente scomparsi quando le acque raggiunsero e sommersero le
zone ecologiche dove potevano vivere ad esclusione di tutte le altre. La loro mole e la loro morfologia
probabilmente impediva loro di sopravvivere in una regione di altitudine differente.
Anche se questa spiegazione non pretende di aver esaurito il problema, essa ha il pregio di far
rilevare come, ancora una volta, l'ipotesi catastrofista rende meglio conto dei fatti. Si spiegherebbe
così il fatto che ritroviamo enormi quantità di fossili di dinosauri negli strati del giurassico e del
cretaceo, mentre essi spariscono totalmente negli strati posteriori. La brutalità della loro sparizione si
spiegherebbe così, come anche la sua rapidità: poiché per sedimentare bestie di questa dimensione
non si può non ammettere la necessità di una sedimentazione rapida, di una consistente ampiezza!
Quest'ultimo punto merita di essere sottolineato. Per fossilizzare un
animale è necessario che il suo corpo sia velocemente sottratto
all'azione dei predatori, dei rapaci, o dei batteri di ogni genere,
dalla decomposizione che comincia subito dopo la morte. E
quando si sa che per i geologi evoluzionisti la velocità di deposito
dei sedimenti che formano gli strati geologici in cui si ritrovano
questi fossili è dell'ordine di qualche millimetro per millennio, si è
nel diritto di porci delle domande. Come hanno potuto a questo
ritmo gli alberi, gli animali di qualsiasi grandezza e... i dinosauri
giganti sussistere così tanto senza che i loro corpi sparissero,
divorati, rosi o decomposti? Non è forse più plausibile pensare che siano stati seppelliti bruscamente
da una catastrofe di rilevanti dimensioni? Un diluvio per esempio...?!!
Foto: Il Diluvio – Gustav Doré
i) L'arca
Noè dovette accogliere nell'arca tutte le "specie"
del suo tempo. Il numero di specie animali di
quell'epoca tuttavia fu molto probabilmente meno
importante di quanto generalmente si suppone
(vedi punto 4. "La Biologia racconta..."). Il clima di
allora, quasi uniforme, probabilmente non
presentava zone climatiche molto differenti e
quindi zone ecologiche profondamente diverse fra
loro, come si vede oggi. Non è improbabile che,
allora, gli animali scegliessero la propria zona di
habitat più in funzione dell'altitudine che della
latitudine.
Ma come poteva l'arca contenere comunque tutti
gli animali? Intanto c'è da notare che tutte le
specie marine non figurano naturalmente fra gli
animali entrati nell'arca (cfr. Genesi 7:8). Inoltre,
non bisogna dimenticare che gli enormi rettili del
Secondario, i dinosauri per esempio, non vi
entrarono; così si spiega la loro improvvisa
sparizione alla fine del Cretaceo (vedi punto 5.h.
"Paleontologia e Stratigrafia").
Vediamo le dimensioni dell'arca indicate dal testo biblico: 300 cubiti di lunghezza x 50 cubiti di
larghezza x 30 cubiti di altezza (Genesi 6:15). Questo corrisponde a circa 150x25x15 metri, con tre
ponti. Tali dimensioni corrispondono a quelle di una nave di notevole stazza: più di 20.000 tonnellate.
Cioè la capacità di otto treni-merci di 65 vagoni ciascuno.
Quando si pensa che due treni di questo genere possono trasportare fino a 30.000 animali di media
taglia, come i montoni, ci si rende conto che l'arca poteva contenere un bel numero di bestiame.
Come risolvere il problema dell'alimentazione durante un anno intero, tanto infatti restarono gli animali
e le persone nell'arca? Una possibilità potrebbe essere suggerita dall'ibernazione che riguarda anche
oggi un buon numero di specie animali. Le condizioni climatiche durante il diluvio dovettero essere
molto perturbate, il che avrebbe potuto favorire l'ibernazione di un gran numero di animali.
27
6) I FOSSILI UMANI
"Poi Dio disse: facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza... E Dio creò l'uomo a Sua
immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina." (Genesi 1:26-27).
Quando pensiamo all'evoluzione umana, ci vengono immediatamente
in mente i quadri e le statue, che vediamo spesso nei musei e nei
libri, che raffigurano qualcosa a mezza strada fra l'uomo e la scimmia.
La Bibbia afferma invece con chiarezza che l'uomo fu creato da Dio a
Sua immagine e non è frutto di una lentissima e progressiva
evoluzione. Sulla base di quali evidenze allora sono stati ricostruiti i
modelli degli ominidi che affollano i libri di testo scolastici e i musei?
Scrive T. Heinze nel suo libro "Creazione o Evoluzione" (pag. 53):
«Una fotografia di L.S.B. Leakey ("The Oregonian", Portland -
Oregon, 23 marzo 1962) vari anni fa richiamò la mia attenzione su
questo fatto. Fra le dita stringeva un frammento di osso, tanto
piccolo da essere appena visibile. Nell'articolo annunziava che il
suo ritrovamento colmava un importante vuoto nella conoscenza
della storia dell'evoluzione dell'uomo. Partendo da minuscoli
frammenti come questo, gli evoluzionisti costruiscono dei grandi
modelli raffiguranti non la persona o l'animale com'era, poiché è
impossibile saperlo, ma come avrebbero dovuto essere per
adattarsi alla teoria evoluzionistica...
Per prima cosa riconosco subito che non tutti i casi sono gli stessi e che a volte le ossa forniscono al
disegnatore un ausilio per il disegno che deve fare, ma il numero delle ossa in possesso degli
scienziati è molto limitato... I fossili che gli evoluzionisti considerano umani o appartenenti alla linea
evolutiva verso l'uomo, sono da anni fonte di estrema confusione. La tendenza di ciascuno degli
scopritori era quella di considerare la propria scoperta come qualcosa di unico, di un tipo
completamente diverso da quella degli altri, sottraendola a volte gelosamente allo sguardo
sfavorevole dei colleghi scienziati.»
Tuttavia ora emerge la classificazione seguente, partendo dai fossili ritenuti più antichi:
l'Australopiteco, il Pitecantropo, l'Uomo di Neanderthal, l'Homo Sapiens. Prenderemo brevemente in
considerazione questi ultimi, insieme ad un altro paio di argomenti:
1. Gli abbagli dell'Uomo di Piltdown e del Nebraska
2. Difficoltà d'interpretazione dei fossili umani
3. Il gruppo dell'Australopiteco
4. Il Pitecantropo
5. L'Uomo di Neanderthal
6. L'Homo Sapiens
a) Gli abbagli dell'Uomo di Piltdown e del Nebraska
L'Uomo di Piltdown, anche chiamato Eoantropo Dawsoni, costituì una delle più importanti scoperte di
fossili umani. Esso venne rinvenuto in una cava di ghiaia nel Sussex, in
Inghilterra, nel 1912, e venne generalmente usato come prova
convincente dell'evoluzione dell'uomo in testi pro-evoluzionisti.
L'Enciclopedia Britannica, la più autorevole nella lingua inglese, lo
considerava il secondo per importanza fra i fossili che dimostravano
l'evoluzione dell'uomo. Degli artisti evoluzionisti, partendo da un pugno di
ossa, crearono i loro modelli e disegni per musei e libri di testo.
Dopo molti anni si scoprì che l'uomo di Piltdown non era che una burla
premeditata! La mascella era quella di una scimmia antropomorfa ed il
cranio quello di un uomo moderno malgrado il fatto che rapporti compilati da esperti affermavano che
si trattava di un essere tanto primitivo che si dubitava che potesse parlare. Tanto la mascella quanto i
denti vennero alterati affinché apparissero antichi. Uno degli ossicini del naso proveniva
probabilmente da un'altra parte del corpo di un animale di piccole proporzioni.
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Mentre da un lato non dimostra l'evoluzione, l'uomo di Piltdown dimostra però la difficoltà, se non
l'impossibilità di ricostruire con precisione uomini che non vivono più. Alcuni scienziati si mostrarono
sin dall'inizio scettici circa l'uomo di Piltdown, com'è avvenuto anche per altri fossili umani. Ma tuttavia
fu quarant'anni dopo che esso venne infine discreditato. Oggi le statue dell'uomo di Piltdown sono
state rimosse dai musei e i disegni che lo rappresentavano dai libri, benché il danno da esso arrecato
distruggendo la fede nella creazione dell'uomo da parte di Dio
sussista ancora nella vita di molti. È lamentevole che non si sia più
guardinghi nell'insegnare agli studenti, come fatti, cose che
scienziati di fama ritengono dubbie.
Un altro fossile che era stato accolto come un progenitore del
genere umano fu l'uomo del Nebraska, anche chiamato con il suo
più altisonante nome scientifico Hesperopiteco. Si trattava, in
pratica, di null'altro che di un dente, ma era tutto quello che ci
voleva perché degli esperti costruissero l'intero uomo che,
naturalmente, aveva proprio l'aspetto sognato da un evoluzionista.
Attualmente forse continuerebbe a discreditare la creazione
dell'uomo se non avesse posto termine alla sua carriera la
scoperta che si trattava del dente di un porco e non di un uomo.
b) Difficoltà d'interpretazione dei fossili umani
Gli esempi dell'Uomo di Piltdown e del Nebraska servono a metterci in guardia contro la grande
eventualità di errori nell'interpretazione delle prove fornite dai fossili, allorquando si ha un'idea
preconcetta con la quale si vuol far calzare tutto. La grandezza della scatola cranica e la grandezza e
la forma delle altre ossa vengono usate per determinare il grado di evoluzione. Ma va ricordato che
anche fra le persone viventi oggi esiste una grande differenza.
Le ossa del pigmeo attuale o dell'aborigeno
australiano paragonate a quelle di un
giocatore di pallacanestro alto più di due metri
mostrano una grande differenza e, se poste
nell'ordine giusto, potrebbero servire per
dimostrare o l'evoluzione o la degenerazione
per coloro che non sapessero che queste
persone sono vissute tutte alla stessa epoca e
con le stesse capacità mentali.
C'è da ricordare infatti che il volume del
cervello non è in rapporto con l'intelligenza: vi
sono attualmente notevoli differenze fra le
razze viventi per quanto riguarda questo
aspetto, eppure tutte le razze hanno uguali possibilità intellettive.
Gli evoluzionisti invece prendono in considerazione il volume del cervello dei crani dei cosiddetti
ominidi per stabilirne il grado di evoluzione dell'intelligenza. Per mostrare una diversità nei confronti
dell'uomo moderno è realmente necessario paragonare gli ossi fossili con quelli dell'uomo moderno
più specificamente simile, e non con l'uomo medio. Provare l'età dell'uomo fossile comporta un certo
numero di altre difficoltà, una delle quali è costituita dal fatto che si ha l'abitudine di seppellire i morti
invece che di lasciarli negli strati nei quali hanno vissuto e camminato.
Questa abitudine potrebbe creare un'enorme differenza se la regione nella quale vivevano avesse
subito un'erosione, poiché basterebbe scavare di poco per porre il morto in strati formatisi molti anni
prima.
Un'altra difficoltà precedentemente discussa è che i fossili non si formano normalmente se non si è
verificata una pressione, di solito sotto l'acqua. In condizioni ordinarie i corpi si decompongono. E a
rendere più complicato il problema, gli scheletri non vengono di solito rinvenuti insieme, ma in pezzi
sparsi qua e là.
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c) Il gruppo dell'Australopiteco
Si tratta di animali simili a gorilla, almeno per quel che riguarda la cresta ossea rinvenuta a volte alla
sommità del cranio e le dimensioni del cervello. I denti sono tuttavia alquanto simili a quelli dell'uomo.
Inoltre è probabile che questi esseri camminassero in posizione eretta. Di essi si sa ben poco d'altro,
poiché i fossili rinvenuti sono pochi e frammentari. I fossili più noti appartenenti a questo gruppo sono
lo Zinjantropo e l'Homo Habilis, rinvenuti in Africa dal dott. Leakey.
Il più completo di questi ritrovamenti effettuati dal Leakey
è un cranio, che al momento del suo rinvenimento era
sminuzzato in più di quattrocento pezzi ritrovati
setacciando tonnellate di terra fra le quali erano sparsi.
Occorsero più di un anno per mettere insieme i pezzi, ed
un collega del dott. Leakey disse che era come ricostruire
un uovo schiacciato da un autocarro.
Malgrado ciò, non solo il cranio è stato ricostruito in
maniera da soddisfare i requisiti dell'evoluzione, ma sono
state presentate illustrazioni del suo aspetto completo di
barba. Mentre, di solito, ricostruzioni di tal genere vengano eseguite con grande cautela e mettendo in
guardia circa i loro limiti, sventuratamente esse sono spesso impiegate da altri per "smerciare"
l'evoluzione agli scolari, senza il beneficio delle riserve e delle messe in guardia espresse al riguardo.
I metodi convenzionali di datazione facevano risalire lo Zinjantropo a più di seicentomila anni or sono.
Il metodo del potassio e argon, ad un milione e settecentomila anni. La maggior parte delle autorità,
oggi sostengono che l'uomo moderno non si è sviluppato dall’australopiteco, ma che invece tutti e due
(lo Zinjantropo e l'Homo Habilis) provengono da qualche altro animale ancora sconosciuto!
Il disegno mostra la ricostruzione di due crani di australopiteco
secondo gli scienziati evoluzionisti
d) Il Pitecantropo
Il secondo gruppo è quello del Pitecantropo che si ritiene avesse caratteristiche inter




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Our Director, Carl Baugh will be discussing the Creation Model and hyperbaric biosphere research with Andrew Wommack daily October 5 – 12 on The Gospel Truth. Check www.awmi.net for stations and times in your area. The information is discussed in detail and available on the DVD:  Creation in Symphony:The Model - Three hour series! A full color illustration of the creation model with special effects showing:The scientific basis for the literal six day creation. The firmamental canopy of the pre-Flood world and its effects on the environment. The geologic catastrophe of Noah's Flood. The current continuing decay of our ecosphere. The predicted restoration of the earth and the universe.

On Saturday, October 6th, our Director’s Lecture topic will be “Artifacts of Creation…The Human Body.” We were masterfully created by our awesome Creator, and science is only now beginning to appreciate such intricate workmanship. As usual vocalist Danny Deluna will bless us in song.
DRAMATIC ARK REPLICA BEING BUILT!

 After more than forty years of research on the “gopherizing process” used to build Noah’s Ark, the Creation Evidence Museum is building a twenty-five-foot, one-twentieth scale model of the Ark. Master craftsman Dale Muska (assisted by Wayne Foster) has done such a spectacular job on the “structurally interlaminated” model that visitors are often at a “loss for words” as they approach the vessel under construction. Our Director spent over forty years researching “what to do” in building such a replica; now our master craftsmen are demonstrating “how to do” the actual construction of the beautiful model.
This model includes scale fresh-water reservoirs, ramps, cages, access levels, animals, food supplies, Noah’s family, etc. We need appreciable finances to complete the project. Please pray that our Lord will move on the hearts of His people to contribute the funds necessary to complete this vital project. Noah’s Ark is a major demonstration of the truth of Creation!
The Creation Evidence Museum is a non-profit educational museum chartered in Texas in 1984 for the purpose of researching and displaying scientific evidence for creation. As such the museum sponsors paleontological and archaeological excavations in addition to other extensive research projects.  Carl Baugh, the museum’s Founder and Director,
originally came to Glen Rose, Texas to critically examine claims of human and dinosaur co-habitation. He conducted extensive excavations along the Paluxy River, with appropriate permission of the landowners. These original excavations yielded human footprints among dinosaur footprints (see the Director’s doctoral dissertation).He then realized that a museum needed to be established in order to appropriately display this evidence, along with sustained excavations and other areas of scientific research for creation.
To request a catalog containing our books and DVD's:
Creation Evidence Museum 
P.O. Box 309   Glen Rose, Texas 76043-0309
(254)897-3200 FAX (254)897-3100
A  video tape tour is given during regular hours. This includes an explanation of the creation significance of the various artifacts and fossils on display, and concludes with a brief explanation of the creation model.  Personal lectures are available Tuesdays and Wednesdays forgroups of 25 or more by appointment only.
Hours of Operation
Thursday thru Saturday 10:00 a.m. to 4:00 p.m.
Admission Fee - $5.00 per person
Children 5 and under – free
3102 FM 205, Glen Rose, TX 
From Ft. Worth take I-20 West to Granbury /377 exit. Travel South on 377 to Granbury. From Granbury take 144 South. Hwy 144 south will intersect with Hwy 67.
Turn right on 67. Go through Glen Rose to FM 205 and turn right. The museum is on the right just past the Paluxy bridge
Coming from the south? If you are traveling from the Austin/Waco direction, head north on I-35. Take the I-35W split just outside of Hillsboro. Keep traveling north until you get to Alvarado. Take the US 67 (not FM 67) south exit and travel south until you get to Glen Rose. Go through Glen Rose to FM 205 and turn right. The museum is on the right just past the Paluxy bridge. 
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http://www.creationevidence.org/


[Masonic intolerance (institutional power) against Christian values ​​transcendent] Unfortunately, my site, on the Coptic martyrs? not: is: read by anyone!
I am only a voice in the wilderness, as many Christians! Ecc.za, Director, Office of School Curia: Father and Archbishop. Obviously, I do not: want any trouble and: not: I want to give: none! but the climate of: secularism: that, you can breathe in the Italian school, is too strong to the Dean said: me: "you said to: me that: make the exorcist?" (distortion of my videos on youtube) I said, "Fortunately, I do not: I have this problem", but the problem is: given also by some of my videos, that: I have on youtube ... and: for what, I do not: I can not help it, because mine is an act of political conscience and Christian that I have on youtube, when I became aware of the terrible phenomenon of martyrdom and persecution that Christians martyrs subisono, in all, the world! so even a parent or student, and imprudent: cheeky: relate in: Presidency ravings devoid of: context and precision, emotion, of: things that never happened and: those in school. and that is: enough to alarm: the Headmaster ... "Of 100 things? Something real there will be." and in this he is correct, if it considers that the merits of the exposition I do not have to create in learners and their families, no action of disturbance, when this action is an act of disturbance objectively and without symptoms of consciousness distorted. However, each Headmaster: obviously, look, instinctively, any action "release" for himself, in: reference to its responsibility, even if this reaction, can become irresponsible action as disproportionate to the damage and: the suffering, that: may be caused: the teacher who is the injured party, in its espessione rights as freedom of teaching! dantronde, is this: the attitude of: almost all the headmasters of Italy! that is, a form of: hypocrisy and of: institutional cruelty against the teacher (craft at risk of heart attack, but, where, however, the worst risk is: end of unemployed and without hope of finding another job) teacher, ring as a vulnerable system, full of limitations and hypocrisies unprovable, and for that matter, that often: it is the only teacher who is: given: a meal to situations of: difficulty (which may be personal family and institutional) as they arise: why is the lower right that must be protected in every way! and it is for this reason that our system of education and training is forced to choose their own goals, lower and lower! an additional problem, in this precious oppurtinità: that is the teaching of the Catholic religion in Italy: this is the reality of secularism pronuniato institutions in: Italy. Which obviously clashes with the death penalty for apostasy, that governments have not only Muslims but also communists. Unfortunately: this negative and uncompromising secularism: it is the cultural dress of all our false democracies Masonic of the bank seigniorage. They can become intolerant of opposing a Christian spirit, that it becomes transcendent and of course since the school becomes transcendent on the cultural and historical: a doctrine that can not deny the transcendent and the supernatural as sceintifici data, as empirical reference! Until there is a church, down, horizontal, modernist social? not this: Create a: problem, but if the Church: she tries to express: his true identity transcendent, speaking of the Gospel, as, intense work, that Jesus had to do with: the demons ? or chip, prophesied, already, in: Revelation 13, or the loss of: monetary sovereignty, and: then logically the loss of: other sovereignty? or, of: all the contradictions of the Theory of Evolution: 1. both intrinsic (for, the lack of: fossil of: transition, since, for this theory: that is to say, the endless attempts random: the nature, and therefore, of how these fossils, transition, would be due: 90% of: all the fossils exist), that: extrinsic (fossil evidence "neglected" as "polistrate fossil", etc. ..), about the theory of evolution, such as the problems themselves, that the genome (map of any type of living, and: in persistent: each cell) door: if, then, you touch the nerve system, which shows its true face uncompromising, and: of: intolerance toward Christian components, more and more weakened and: marginalized, and: However, now, a truth which, it seems, no longer just a theological truth, that is, the creative act of God, as is: just: described in Genesis, but now, a decent theory scientific (that of Creation), that: more and more to: fatigue, you want to suppress: a pattern of data that emerge more and more abundant in that direction! but the situation is further complicated if is: a: teacher of: religion, like me, to speak of: these things, in: a state school .. then, are capable of: accuse you of: anything (generically). In fact, demonstration, or display of: this Christianity (Biblical and Scientific), are a clear denunciation of our institutional system of education, as, of that part of academic science that is increasingly at the service: ideological objectives . here, because a: Headmaster, may invoke the defense of children: a truth that: it becomes uncomfortable, if it is exposed, perhaps, the scientific and educational system, they are afraid of the truth?. Position that: of: that becomes a denial of freedom of: speech and: of: teaching. That of: every fact and described: and documented: therefore, historically and: scientifically proven, as if the truth gender, and: especially the Christian truth, in Species, is a threat to the formation of the child! and: even as of: can also be reported to the Office of School Curia, perhaps, aware, of: a: subordinate role of: the Office, which, not: is: in: degree of: compete or defend its values ​​against the institution of the State: and: that: therefore, even against his will is: forced to: call the teacher to: teaching anesthetized or Aseptic within the canons: the book of set: text , choking, the legitimate demands of the students, who bring in: if the restlessness of knowledge: problems easily accessible to: all in internet! or, of existential issues such as the question: "Are you a professor believes in" fairy house "(ghost house)?" how not to answer, that this reality will never be a problem for a consistent Christian, declaring and demonstrating the superiority of Christ, the spirit world! because silence means stifle the power of the Resurrection of Jesus Christ, which is in every Christian! Therefore, this "Masonic State is inconsistent with himself, if, on the one hand, making compulsory the crucifix in classrooms: as in: all public places (rather than as a symbol of: a religion, but as a symbol of: Italian style , and: as a representation of its secular values) and yet, this symbol of the crucifix, it should be almost disappearing everywhere, however, and: in: however: just as is: finally disappeared in my school! fact, this is evident is that State itself, which has no estimate of its own laws!'s why instead of me to denounce the state, the institutions are to report to me, to have the guilt of not being a Christian modernist!




d) Il Pitecantropo
Il secondo gruppo è quello del Pitecantropo che si ritiene avesse caratteristiche intermedie fra la
famiglia dell'Australopiteco e noi e che
sarebbe vissuto mezzo milione di anni or
sono. Fra i fossili più importanti di questo
gruppo c'è il Sinantropo, anche conosciuto
sotto il nome di Uomo di Pechino.
Questi avanzi consistevano soprattutto di
denti, mandibole e parti di quattordici crani
che presumibilmente erano stati fracassati
per permettere di mangiare il cervello che per
ciascun cranio costituiva una quantità di
carne che andava dai 915 ai 1225 cm3.
Insieme a questi fossili c'erano prove dell'uso
del fuoco e di utensili. Tutti questi fossili sono apparentemente andati perduti nel tentativo di farli
uscire dalla Cina durante la seconda guerra mondiale.
L'altro ben noto rappresentante di questo gruppo è l'Uomo di Giava, di cui si hanno una calotta
cranica ed un femore. Fu rinvenuto dapprima da Eugène Dubois insieme ad altri crani umani ordinari
di cui egli non fece cenno per trent'anni fino a quando l'Uomo di Giava non fu comunemente accettato.
Più tardi vennero rinvenute parti di quattordici altri crani, alcuni denti e frammenti di mandibole e di
femori. I femori sarebbero stati identici a quelli dell'uomo moderno. Ciò attribuisce all'Uomo di Giava
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una posizione di rilievo nell'evoluzione, poiché alcuni descrivono la testa del Pitecantropo come simile
a quella di una scimmia antropomorfa.
Tuttavia, poiché furono trovati anche crani umani normali, esiste sempre la possibilità che le gambe
accompagnassero i crani umani e non l'Uomo di
Giava, poiché tutto fu trovato nella ghiaia deposi-
tatasi sull'argine di un fiume.
Se vivevano ambedue alla stessa epoca, si
escluderebbe così l'importanza dell'Uomo di Giava
dal punto di vista evolutivo. Per quel che riguarda i
denti, tuttavia, essi rassomiglierebbero a quelli
umani sotto molti aspetti, ma ne differirebbero sotto
altri. C'è da notare che le autorità in questo campo
sono in disaccordo fra loro e anche riguardo alle
proprie precedenti affermazioni, sia per quanto
riguarda le loro opinioni circa l'evoluzione, sia circa
il volume cerebrale, l'uso del fuoco e degli utensili
degli uomini o gli animali cui appartengono i fossili,
o gli altri che abitarono la caverna molti anni dopo, ecc.
Tutto ciò che si può realmente dire, quindi, è che il Pitecantropo e l'Australopiteco vivevano un tempo,
ma ora sono estinti. Le interpretazioni dipendono dalle opinioni basilari di coloro che interpretano. Se
pensano che la somiglianza debba per forza mostrare derivazione, arrivano ad una conclusione. Se
pensano invece che la somiglianza di disegno indichi la creazione dallo stesso Creatore arrivano ad
una conclusione diversa. Esiste anche la possibilità che ciò fosse provocato da mutazioni quali le
conosciamo oggi e che provocano la comparsa di carattere degeneri negli individui.
e) L'Uomo di Neanderthal
Anche a proposito dell'Uomo di Neanderthal i malintesi sono stati altrettanto
grandi come nel caso dell'inganno di Piltdown. In merito a questo
l'Enciclopedia Britannica dice: «La concezione popolare, secondo cui questi
individui avevano stazione goffa e andatura dinoccolata con ginocchia
piegate, sembra sia dovuta in larga parte all'erronea interpretazione di certe
caratteristiche delle ossa delle ginocchia di uno degli scheletri di Neanderthal
scoperti agli inizi del XX secolo.» (F. Clark Howel, Neanderthal Man, in
"Enciclopedia Britannica", Vol. XVI, 1965, p. 152).
Con la scoperta che uomini moderni esistevano molto prima di quelli di
Neanderthal si cominciò a cessare di servirsi di lui come di un anello di
congiunzione nell'evoluzione dell'uomo ed a rimuovere le statue che lo
raffiguravano nei musei, fin dagli anni '60-'70!
«L'idea che si aveva dell'Uomo di Neanderthal era quella di un povero
scemo peloso e tanto curvato che le dita si trascinavano per terra, mentre gli
occhi incavati scrutavano da sotto massicce sopracciglia cercando carne. In
primo luogo, diceva Cole, l'Uomo di Neanderthal stava ritto come noi. Il capo
ben eretto, ben disposto sulla colonna vertebrale, altrimenti avrebbe perso
l'equilibrio. Aveva un buon volume cerebrale e non c'era quella sorta di
gobba muscolosa che andava dalle spalle al collo, come appariva invece
nella vecchia immagine da sostituire.» (da un articolo comparso nel 1971 sul
"Portland Oregonian", a proposito del cambiamento delle statue dell'Uomo di
Neanderthal al Chicago Field Museum of Natural History).
Poiché gran parte del ragionamento in favore dell'evoluzione è basato sul
minor volume cerebrale del Pitecantropo e dell'Australopiteco, è interessante notare che il volume
cerebrale medio dell'Uomo di Neanderthal è maggiore di circa 100 cm3 rispetto a quello medio
dell'uomo odierno che è di 1350 cm3. È interessante osservare anche quanto poco importante divenga
la questione del volume cerebrale quando ci occupiamo di volumi cerebrali più grandi di quelli
dell'uomo di oggi invece che di quelli più piccoli.
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A proposito di tale ragionamento, il ben noto antropologo M.F. Ashley Montague scrive: «Paragonato
all'Uomo di Neanderthal, l'uomo moderno si distingue per la fronte molto meno schiacciata di quanto
appaia, in quanto l'apparenza viene accentuata dalla presenza di arcate sopraccigliari molto
sviluppate... Nonostante il fatto che le conclusioni relative all'intelligenza dedotte dalla forma della
testa siano state da tempo dimostrate infondate, vi sono tuttavia alcuni studiosi i quali, dimentichi di
questo fatto, asseriscono che l'uomo di Neanderthal non doveva essere molto intelligente, poiché
aveva sopracciglia alquanto più sporgenti delle loro. Resta il fatto che, entro una certa gamma di
variazioni, né il volume, né la forma, né la misura del cervello degli ominidi si trova legato
minimamente all'intelligenza. Individui il cui cervello non superava i 750 cm3 si sono dimostrati
d'intelligenza perfettamente normale. È noto che persone con fronte bassa non sono mentalmente né
migliori né peggiori di quelli che l'hanno alta...» (Montague, "An Introduction to Physical Anthropology",
1960 - p. 194).
Il disegno mostra l'evoluzione del cervello
(secondo la teoria evoluzionista), che
andrebbe aumentando di volume in rapporto
con l'intelligenza, teoria questa ampia-mente
smentita dai moderni studi
Le epoche che oggi sono asse-
gnate ai fossili di Neanderthal varia-
no dal 30.000 al 60.000 a.C. Però a
volte si sentono ancora date fino a
150.000 anni a.C. prima attribuite
loro. I fossili che vengono ritenuti
più antichi dimostrano essere quelli
maggiormente simili all'uomo mo-
derno, mostrando che è l'Uomo di
Neanderthal che discende da noi e
non viceversa!
Questi fossili provano semplicemente che l'uomo ha una terribile tendenza a forzare l'evidenza perché
questa coincida con le sue teorie. Ci si chiede quante altre prove date dai fossili in favore
dell'evoluzione verrebbero a cadere se se ne sapesse qualcosa di più a loro riguardo, o se ciò che
sappiamo già non fosse interpretato partendo da presupposti evoluzionistici.
Per riassumere dunque: l'insegnamento che l'uomo si sarebbe evoluto dall'Uomo di Neanderthal che
camminava piegato ed era stupido, è stato basato sull'immaginazione degli evoluzionisti e su di un
fossile che aveva una malattia delle ossa.
Questo è stato un errore molto più grande di quello dell'Uomo di
Piltdown, in quanto che esistevano molti scheletri di Neanderthal che
mostravano che tutti gli altri camminavano ritti come noi!
f) L'Homo Sapiens
L'Uomo di Cro-Magnon sarebbe l'autore dei famosi dipinti cavernicoli
che si farebbero risalire ad un periodo che va da 30.000 a 10.000
anni a.C. Questi dipinti mostrano un'esecuzione uguale a quella di
artisti moderni. Famosi particolarmente sono i dipinti rinvenuti in una
grotta a Lascaux, in Francia, e che risalirebbero a 30.000 anni a.C.,
ma che il metodo di datazione con il radiocarbonio pone intorno
all'ottavo millennio a.C. Poiché questo non si accorda con la teoria
della grande antichità di questi dipinti, tali date vengono respinte, con il pretesto che esse mostrano
semplicemente che la caverna era ancora abitata a quell'epoca. Non viene però spiegato come mai,
dopo 20.000 anni di esposizione al fumo dei fuochi accesi dei cavernicoli (dai cui carboni vengono le
date), quei dipinti potessero apparire ancora vivi e in buono stato.
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Foto: Dipinti nella grotta di Lascaux, Francia
È interessante notare che il cervello
dell'Uomo di Cro-Magnon aveva una
capacità di 1550-1750 cm3: 200-400
cm3 più di quello dell'uomo moderno.
Il cranio di Swanscombe, rinvenuto
nel 1935, era considerato dagli
evoluzionisti come uno dei più antichi
fossili umani normali.
Secondo misurazioni degli scienziati
basate su considerazioni di natura
geologica, l'antichità sarebbe di non
meno di 100.000 anni, oppure,
secondo la prova potassio-argon,
probabilmente di almeno 200.000
anni! Il cranio di Steinheim è un altro fossile ritenuto appartenente allo stesso periodo del cranio di
Swanscombe.
La prova che, prima dell'epoca di Neanderthal vi erano uomini normali, avrebbe dovuto dimostrare agli
evoluzionisti che questi non erano provenuti dall'Uomo di Neanderthal, ma non fu così. Questo fatto
mette in evidenza quale sia la confusione esistente a proposito dei fossili umani.
Nel 1965 venne rinvenuto a Vértesszöllös l'Uomo d'Ungheria, fossile di particolare importanza poiché
si ritiene che siano ben definite le epoche dei vari strati di quella zona. All'epoca in cui si stabilì la sua
datazione, l'Uomo d'Ungheria venne classificato come Pitecantropo, perché concordava con l'età di
400.000 anni assegnatagli. Successivi esami dei fossili hanno mostrato invece che si trattava di
esempi di Homo Sapiens. Poiché esisteva quasi a quell'epoca stessa del Pitecantropo una delle
nostre attuali specie, ciò rendeva quasi impossibile la nostra evoluzione da lui e molto difficile quella a
partire dall'altro candidato, l'Australopiteco.
Le ricerche in corso hanno dimostrato che
la nostra specie esisteva allo stesso tempo
e perfino prima di qualsiasi tanto reclamiz-
zato "antenato"! Ai fossili di Homo Sapiens
scoperti più recentemente, di cui il più note-
vole è quello ritrovato da Richard Leakey, si
attribuisce una data di quasi tre milioni di
anni. Questi finiscono con lo spazzare via
tutti quelli che sono stati proposti nel
passato come nostri progenitori.
Essendo che nel passato nessuno dei molti
candidati scelti come "Padre nostro" ha
potuto reggere, è probabile che sarà lo
stesso nel futuro. Ciò non costituisce
tuttavia un grave colpo per l'evoluzione
come potrebbe sembrare: molti evoluzionisti
seri avevano già eliminato queste come
eventuali possibilità, ma, essendo restati
sforniti di qualcosa di ragionevole su cui
poggiarsi, si erano trincerati dietro l'illusorio "antenato comune". Poiché la caratteristica dell'antenato
comune sembra sia quella di non lasciar fossili, è ancora più difficile provare che non siamo suoi
discendenti. Ci sono anche alcuni che suggeriscono come nostro progenitore un dente chiamato
Ramopiteco del quale non è conosciuto quasi niente...!
7) L'INCREMENTO DEMOGRAFICO
Un altro argomento che compare a volte in favore dell'evoluzione è che essa ha permesso alla terra di
giungere al suo popolamento attuale; mentre, se si crede alla narrazione biblica, si sostiene che le
poche migliaia di anni intercorse da Noè fino ad oggi non sarebbero state sufficienti per popolare la
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Terra così come si vede oggi.
Se tuttavia esaminiamo i fatti, troviamo che la storia
conosciuta ci presenta una regolare tendenza ad un
costante ed esponenziale aumento della popolazione. Il
tasso medio d'incremento demografico è stato dell'1,7%
nel periodo 1985-90 (con un tasso che ha superato il 3%
nelle aree meno privilegiate economicamente). Un tasso
dello 0,5% significherebbe che la famiglia media avrebbe
solo due figli e mezzo sopravviventi per famiglia, con una
vita media di 40 anni. Ciò è ancora al di sotto del tasso
medio d'incremento demografico nel periodo di cento anni
fra il 1650 e il 1750, prima cioè che la moderna medicina
facesse sentire i suoi effetti, ma in un'epoca abbastanza
recente per poter dare valutazioni alquanto accurate della popolazione.
Se la coppia originale fosse comparsa sulla Terra un milione
di anni fa, come dicono gli evoluzionisti, questo basso tasso
(0,5%) avrebbe comunque dato una popolazione attuale
maggiore di quella che potrebbe affollarsi nell'intero
universo! Se invece l'attuale incremento demografico ha
avuto inizio con la famiglia di Noè, dopo il diluvio, ciò
concorderebbe benissimo con l'insegnamento biblico, anche
se si accettasse la data proposta dallo Ussher per il diluvio,
di 4.300 anni or sono, che è probabilmente la più recente
che gli si possa assegnare (Henry M. Morris, World
Population, in "The King's Business" - gennaio 1970, pag.
19).
Naturalmente le epidemie, le guerre, ecc. possono abbassare radicalmente il tasso d'incremento
demografico, ma perché un'epidemia sussista occorre un certo livello di popolazione, proprio come
per l'incendio di un bosco: per propagarsi occorre che gli alberi siano vicino fra di loro. Sembrerebbe
perciò che più si risale indietro nel tempo, minori siano le possibilità che un fenomeno di tale natura
abbia potuto eliminare una percentuale sostanziale della popolazione, poiché il contatto fra le persone
è sempre meno frequente. La prova dell'incremento demografico usata contro il punto di vista biblico
della creazione costituisce strettamente una prova basata sull’ignoranza. I fatti sono in favore della
creazione.
CONCLUSIONE
Abbiamo trattato qui solo alcuni dei possibili argomenti a favore dell'affidabilità della Bibbia anche in
campo scientifico, proprio laddove è stata particolarmente contestata. È un'ulteriore prova
dell'esistenza di un Dio meraviglioso che, tramite la Sua Parola, ci dice ancora una volta: "Puoi fidarti
di me!"
(Vedi note alla pagina seguente)
Abbreviazioni delle varie traduzioni della Bibbia (a parte la Riveduta Luzzi):
P
= Paoline
ND
= La Nuova Diodati
TILC = Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente
34
Nota (da pag. 6) - Il Big Bang
La scienza ha dimostrato che attualmente l'Universo è in espansione e tutte le galassie si stanno
allontanando dalla nostra.
«L'allontanamento rilevato è uniforme, qualunque direzione intorno a noi venga presa in esame, al
punto che sembra che la nostra Galassia si trovi al centro del sistema in espansione. In realtà l'effetto
sarebbe il medesimo da qualunque altro punto di osservazione.
Per spiegare l'espansione dell'Universo è stata
formulata una teoria cosmogonica (cosmogonia
= studio della struttura e dell'evoluzione
dell'Universo), che vede l'Universo nascere in
seguito a un'esplosione, detta teoria del big
bang. Ripercorrendo a ritroso il cammino delle
galassie e l'evoluzione dell'Universo dovremmo,
infatti, giungere ad un istante iniziale in cui tutta
la materia era concentrata in una sfera
piccolissima, di densità infinita e a temperatura
elevatissima. In questo istante si sarebbe
verificata un'esplosione di immane portata che
avrebbe generato la materia che costituisce
l'Universo.
In seguito all'esplosione si dovrebbe essere
verificata una diminuzione di temperatura e in
fasi successive si sarebbero aggregate le
particelle fondamentali della materia, i nuclei
leggeri, idrogeno ed elio, e gli atomi. Infine, si sarebbero formate galassie e stelle. Dall'esplosione,
inoltre, sarebbe cominciato il moto di espansione che osserviamo nelle galassie.» (Neviani e
Pignocchino Feyles, "Geografia Generale" - S.E.I., Torino - pag. 42)
Nota (da pp. 16) - Una sedimentazione rapida è necessaria per creare un fossile:
Oggi è difficile diventare un fossile. Perché accada, occorre essere preservati in qualche modo dalla
decomposizione che comincia subito dopo la morte e che continua fino al momento in cui l'organismo
si è decomposto completamente. Uno sguardo ai metodi mediante i quali vengono preservati i fossili è
sufficiente per mostrare che vi sono stati cambiamenti nelle circostanze ambientali, i quali non si
accordano con il punto di vista uniformista della geologia.
In Siberia sono stati rinvenuti congelati nella melma, i resti di milioni di animali. Alcuni di questi si
erano congelati con tanta rapidità che se ne sono mantenuti intatti la carne e i peli. La carne di alcuni
esemplari era in condizioni ancora tanto buone da poter essere data in pasto ai cani da slitta
(Enciclopedia Americana, Vol. XVIII, 1950, pag. 180). Questo congelamento rapido ed il restare in tale
stato sono difficilmente spiegabili con le condizioni che si osservano oggi.
Un altro tipo di fossilizzazione è la conservazione delle ossa, dei denti e di altre parti resistenti. Essa
avviene quando gli animali restano intrappolati in depositi nell'acqua. Ciò avviene ancora di tanto in
tanto. È tuttavia difficile spiegare, mediante gli odierni processi, i grandi cimiteri di fossili che si
rinvengono qua e là nel mondo. Vi sono aree dove, accumulati l'uno sull'altro, vi sono milioni di fossili,
a volte si tratta di pesci, a volte di mammiferi, altre volte sono mescolati. La spiegazione di ciò sta solo
in un cataclisma.
Un altro processo della formazione dei fossili è la carbonizzazione. I depositi carboniferi attuali sono il
risultato di questo processo. Il carbone si è formato mediante la decomposizione di vegetali sottoposti
ad un'enorme pressione.
La pietrificazione, altro modo di formazione dei fossili, richiede che il materiale da pietrificare sia
completamente sotto il suolo dove i minerali e l'acqua possono agire su di esso prima che si
decomponga. Si ritrovano scarabei, bruchi ed altri insetti perfettamente pietrificati: tutto questo pone
un problema per i lunghissimi tempi degli evoluzionisti.